Claim(permalink)
<p style="text-align: justify"><br> Sulla scelta del governo di imporre il voto di fiducia sull’Italicum sono insorte opposizioni interne ed esterne all’esecutivo di Matteo Renzi. <a href=" target="_blank" rel="noopener">Enrico Letta</a> e <a href=" target="_blank" rel="noopener">Pierluigi Bersani</a>, per esempio, hanno annunciato che non voteranno la fiducia richiesta dal Presidente del Consiglio. Renato Brunetta denuncia la <a href=" target="_blank" rel="noopener">“bulimia di potere”</a> di Renzi, mentre i deputati di Sel <a href=" target="_blank" rel="deputati SEL questione di fiducia sull'Italicum noopener">lanciano crisantemi in aula</a> per sottolineare che la richiesta di fiducia su questa legge elettorale equivale a un “funerale della democrazia”. Anche il Movimento 5 Stelle si è espresso contro tale decisione: ne è stato portavoce Luigi Di Maio due settimane fa, il quale ha sostenuto che l’ultima persona a chiedere la fiducia su una legge elettorale è stata Benito Mussolini.<br></p><br><p style="text-align: justify"><br> <b style="background-color: initial">Il fascismo</b><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> Il riferimento che fa Di Maio è alla controversa <a href=" rel="sistemi elettorali legge elettorale italiana fiducia noopener" target="_blank">Legge Acerbo del 1923</a> che aprì l’era fascista. Secondo il dettato legislativo, si attribuivano due terzi dei seggi parlamentari alla lista che avrebbe ottenuto la maggioranza relativa, purché essa fosse superiore al 25%. Su quella legge Mussolini <a href=" la fiducia</a>. E’ il caso di sottolineare che quel periodo non solo conobbe una serie di azioni extraparlamentari intimidatorie come <a href=" rel="Treccani Storia del fascismo noopener" target="_blank">la Marcia su Roma</a>, ma era anche caratterizzato da un contesto costituzionale più “debole”. Secondo il <a href=" rel="Legge Acerbo fiducia sulla legge elettorale Italicum noopener" target="_blank">costituzionalista Stefano Ceccanti</a>, infatti, la legge Acerbo passò <em>“nella cornice di uno Statuto Albertino flessibile – modificabile tramite legge ordinaria – e nell’assenza di una Corte Costituzionale indipendente”.</em><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> <strong>I precedenti repubblicani</strong><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> <span style="background-color: initial">In realtà Renzi non è l’unico Presidente del Consiglio nella Repubblica italiana ad aver posto la questione di fiducia su una proposta di legge elettorale. Nel 1953 fu De Gasperi a metterla su quella che è passata ai posteri come </span><a href=" target="_blank" rel="sistemi elettorali legge 1953 De Gasperi noopener" style="background-color: initial">“legge truffa”</a><span style="background-color: initial"> (secondo alcuni </span><a href=" target="_blank" rel="Legge elettorale legge truffa 1953 sistemi elettorali italiani noopener" style="background-color: initial">ingiustamente</a><span style="background-color: initial">). Era una legge che introduceva un premio di maggioranza al partito o coalizione che otteneva il 50% + uno dei voti. Tale partito/coalizione avrebbe ottenuto il 65% dei seggi parlamentari. In questo caso De Gasperi chiese ed ottenne la fiducia sia alla Camera che al Senato. La memoria di premi di maggioranza usati per insediare regimi dittatoriali era fresca e le opposizioni insorsero. In quella circostanza però, </span><a href=" target="_blank" rel="legge truffa elezioni 1953 noopener" style="background-color: initial">la coalizione di maggioranza (Dc-Pli-Pri-Psdi) sfiorò ma non raggiunse il 50% dei voti</a><span style="background-color: initial"> e la legge </span><a href=" target="_blank" rel="legge truffa 1953 elettorale sistemi elettorali noopener">fu abrogata</a><span style="background-color: initial"> prima delle successive elezioni con </span><a href=" target="_blank" rel="Abrogazione della legge 31 marzo 1953, n. 148, punti dal I al IV. (GU n.184 del 13-8-1954) - leggi elettorali truffa sistema elettorale noopener" style="background-color: initial">la legge 615 del 31/7/54.</a><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> Un precedente meno calzante si può trovare anche nel 1990, quando Mariotto Segni ed altri provarono ad attaccare <a href=" target="_blank" rel="Scheda lavori preparatori Atto Camera: 2924 (Fase iter 1^ lettura) noopener">al disegno di legge sull’ordinamento delle autonomie locali</a> <a href=" target="_blank" rel="elezione diretta sindaci noopener">un emendamento per permettere l’elezione diretta dei sindaci.</a> Andreotti annunciò che non avrebbe posto <a href=" target="_blank" rel="Andreotti fiducia sistema elettorale sindaci noopener">la fiducia su questo tema</a>, ma poi <a href=" target="_blank" rel="fiducia legge elettorale sindaci noopener">cambiò idea</a> (si veda anche <a href=" target="_blank" rel="elezione diretta sindaci noopener">qui</a>). Com’è evidente dai resoconti stenografici, i <span style="background-color: initial">deputati dell’opposizione ebbero molto da ridire sull’imposizione della fiducia in materia elettorale (si veda </span><a href=" target="_blank" rel="resoconto stenografico seduta camera elezione diretta sindaci noopener">pagg. 3-14</a><span style="background-color: initial">).</span><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> <span style="background-color: initial"><a href=" <strong style="text-align: justify;background-color: initial">Il verdetto</strong><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> Di Maio è <em>tranchant</em>: secondo il deputato pentastellato dopo il fascismo “mai più” si è imposta la fiducia sulla questione di una legge elettorale. E’ evidente che il confronto con l’era fascista è voluto non solo per motivi storico/cronologico ma anche per le implicazioni etico/morali. Tuttavia Di Maio è smentito dalla storia repubblicana del nostro Paese, che annovera almeno un altro caso di fiducia in materia elettorale, ossia quello del 1953 con De Gasperi (che, visto come andò a finire per lo statista trentino, forse è un esempio che a Di Maio farà anche piacere).<br></p><br><p style="text-align: justify"><br> L<span style="background-color: initial">‘esponente M5S si salva dalla Panzana perché il precedente della “legge truffa” è particolare – in vigore per una sola tornata elettorale (durante la quale non ha sortito effetti in quanto nessuno raggiunse la soglia del 50%) e successivamente abrogata. Detto ciò, con solo </span><a href=" target="_blank" rel="sistema elettorale Italia noopener">quattro leggi elettorali in epoca repubblicana</a><span style="background-color: initial"> il fatto che in una sia stata posta la fiducia rende comunque piuttosto fuorviante la frase di Di Maio: “Pinocchio andante”.</span><br></p>
Factors
Entities
MarsTrentinoEnrico LettaMoatGiulio AndreottiEspressoGlossary of music terminologyStatistaChiese (river)Luigi Di MaioMatteo RenziFive Star MovementBenito MussoliniFascismTemaSullaPRIMA1Maio, Cape VerdeListaArtificial intelligenceHanno the NavigatorTempoSoNo, AtlantaGovernoJames LeggeCorniceBulimia nervosa

