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<p style="text-align: justify"><br> <strong> Di cosa stiamo parlando?</strong><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> I capi di governo dei Paesi Ue e il Primo Ministro turco, Ahmet Davotoglu, si sono riuniti a Bruxelles lo scorso<a href=" target="_blank" rel="noopener"> 29 novembre</a> per discutere di come rafforzare la cooperazione tra l’Unione e la Turchia sopratutto nell’ambito delle politiche migratorie.<br></p><br><p style="text-align: justify"><br> Già il 15 ottobre scorso i ministri europei avevano discusso un <a href=" target="_blank" rel="Action Plan noopener">piano di azione</a> per far fronte all’emergenza profughi indotta dalla crisi siriana. Tale piano, adottato appunto il 29 novembre, identifica una serie di azioni congiunte per gestire i flussi di persone che hanno bisogno di protezione temporanea.<br></p><br><p style="text-align: justify"><br> Il 24 novembre scorso la Commissione Europea ha adottato la <a href=" target="_blank" rel="UE, rifugiati Siria noopener">decisione</a> <span style="background-color: initial">relativa al coordinamento delle iniziative dell’Unione e degli Stati membri tramite un meccanismo di coordinamento — lo strumento per la Turchia a favore dei rifugiati. Con questo documento</span><span style="background-color: initial"> la Commissione vuole favorire il coordinamento in una crisi che coinvolge l’intera comunità interazionale, anche perché la Turchia, per sua posizione geografica, è un Paese di transito dei migranti che provano a raggiungere l’Europa. Come si legge nella decisione, l</span><span style="background-color: initial">a Commissione prende atto dell’intenzione espressa dagli Stati membri di fornire 2,5 miliardi di euro su un importo totale di 3 miliardi. I restanti 500 milioni sono forniti dal bilancio Ue.</span><span style="background-color: initial"> </span><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> <span style="background-color: initial"><strong>Quanto dovrà pagare l’Italia?</strong> </span><br></p><br><p style="text-align: justify"><br> <span style="background-color: initial">Sulla base dei contributi finanziari che si sono impegnati a versare, gli Stati membri forniscono 2,5 miliardi. L’<a href=" target="_blank" rel="allegato, ripartizione budget noopener">allegato </a>alla decisione della Commissione Europea mostra la ripartizione delle risorse per ogni Stato membro. Da quanto si legge nella decisione (considerato n° 13), la ripartizione si basa sulla chiave relativa al Pil, ossia sul peso del Pil di un Paese membro sul totale del Pil dell’Unione. L’Italia dovrà contribuire con poco più di 281 milioni. </span>E’ una cifra modica? Non sta a noi deciderlo, ma l’Italia versa m<span style="background-color: initial">eno solo rispetto alla Germania, Regno Unito e Francia.</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><strong>Il verdetto</strong> </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">La dichiarazione di Giorgia Meloni è sostanzialmente corretta: l’Ue si è impegnata a supportare la Turchia nella gestione dell’emergenza profughi e a versare 3 miliardi di euro. 2,5 miliardi saranno messi a disposizione dagli Stati membri e l’Italia pagherà 281 milioni di euro.</span><br></p>