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<p><br> In un post sulla sua pagina Facebook, Alessandro Di Battista ha parlato del conflitto in Afghanistan ricordando tre caratteristiche: la sua durata, le vittime e i costi. Vediamole più nel dettaglio.<br></p><br><p><br> <strong>La guerra più lunga dalla Seconda Guerra Mondiale?</strong><br></p><br><p><br> Non è facile dire se quella in Afghanistan sia in effetti il conflitto più lungo dal 1945 a oggi.<br></p><br><p><br> Il motivo è che nel mondo ci sono molte situazioni di instabilità e violenza che durano da decenni: ad esempio <a href=" target="_blank" rel="noopener">la disputa territoriale tra India e Pakistan per il controllo del Kashmir</a>, che si trascina dal 1947, oppure la <a href=" target="_blank" rel="noopener">guerra civile in Somalia</a>, iniziata nei primi anni Novanta, o ancora la <a href=" target="_blank" rel="noopener">guerra in Darfur</a>, che prosegue dai primi anni Duemila.<br></p><br><p><br> Ci sono poi dispute tra stati senza vittime o quasi: la più celebre delle quali è senz’altro <a href=" target="_blank" rel="noopener">quella tra le due Coree</a>, che sono formalmente in guerra dal 1945 (la guerra di Corea si concluse solo con un armistizio).<br></p><br><p><br> Ogni situazione ha le sue caratteristiche specifiche: così, <a href=" target="_blank" rel="noopener">tra India e Pakistan</a> si è arrivati a una guerra aperta nel 1947 e nel 1965, con un conflitto più limitato nel 1999, e colpi vengono scambiati regolarmente tra le fazioni ai due lati del confine conteso. Nel settembre del 2016, diciotto soldati <a href=" target="_blank" rel="noopener">sono stati uccisi</a> in un attacco a una base indiana, in uno degli episodi più violenti degli ultimi vent’anni.<br></p><br><p><br> <strong>Quando è cominciato il conflitto in Afghanistan</strong><br></p><br><p><br> L’Afghanistan <a href=" target="_blank" rel="noopener">non è in pace dal 1978</a>, quando il primo presidente <a href=" target="_blank" rel="noopener">Muhammad Daud Khan</a> venne rovesciato in un colpo di stato comunista. L’anno successivo avvenne l’invasione sovietica: le ultime truppe dell’URSS lasciarono il paese quasi dieci anni più tardi, nel 1989. Il paese era tutt’altro che pacificato, e nel 1992 una coalizione ribelle assediò la capitale Kabul e proclamò uno stato islamico.<br></p><br><p><br> Le divisioni tra le fazioni non vennero comunque superate e gli scontri continuarono: intorno al 1994 cominciò ad emergere una fazione, quella dei Talebani, che conquistò Kabul due anni più tardi e arrivò a controllare tutto il paese ad eccezione di una zona settentrionale sotto l’Alleanza del Nord. In questo contesto avvenne l’intervento statunitense del 2001. Da allora il conflitto è entrato in una nuova fase, con l’intervento sul campo occidentale, che è quella in corso ancora oggi.<br></p><br><p><br> Riassumendo, si può dire che di sicuro esistono guerre in corso da più tempo nel mondo, se contiamo i conflitti cosiddetti “a bassa intensità”. Ma l’Afghanistan è sicuramente molto particolare in quanto da decenni vede scontri particolarmente estesi e violenti.<br></p><br><p><br> <strong>Le vittime del conflitto</strong><br></p><br><p><br> L’Italia ha partecipato a diverse campagne militari internazionali in Afghanistan. Tuttora è impegnata nella <a href=" target="_blank" rel="noopener">missione Resolute Support</a>, guidata dalla NATO e concentrata sull’addestramento delle forze di sicurezza afghane. La più rilevante <a href=" target="_blank" rel="noopener">a cui ha partecipato il nostro paese</a> è stata comunque l’ISAF, ufficialmente conclusa alla fine del 2014.<br></p><br><p><br> Come ha ricordato Di Battista, l’impegno in Afghanistan <a href=" target="_blank" rel="noopener">ha causato morti e feriti</a> tra i militari italiani. Secondo le informazioni fornite dal ministero della Difesa, tra l’ottobre 2004 e il giugno 2013 cinquanta soldati italiani sono morti in Afghanistan (non tutti in combattimento).<br></p><br><p><br> Le vittime civili afghane del conflitto sono difficili da conteggiare con precisione, ma le stime danno ragione a Di Battista. Un <a href=" target="_blank" rel="noopener">rapporto del 2015</a> curato da diverse associazioni internazionali tra cui l’IPPNW – vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1985 e che riunisce medici, studenti di medicina e operatori sanitari – discute a lungo i problemi nel fare una stima e conclude che la più bassa è di 14.500 civili direttamente uccisi nei combattimenti, ma la più alta potrebbe arrivare fino a 72.500-116.000. Questi numeri non tengono conto delle persone morte indirettamente a causa del conflitto, su cui i numeri sono ancora più incerti.<br></p><br><p><br> Il progetto <em>Costs of War</em> della Brown University <a href=" target="_blank" rel="noopener">aggiorna periodicamente</a> la sua stima delle vittime del conflitto in Afghanistan e Pakistan, e secondo l’aggiornamento più recente, che copre il periodo dal 2001 a metà 2016, i morti civili afghani <a href=" target="_blank" rel="noopener">sono stati oltre 31 mila</a>.<br></p><br><p><br> <strong>I costi per l’Italia</strong><br></p><br><p><br> Non è la prima volta che Di Battista nomina i 5 miliardi di euro come costo del conflitto (ce ne eravamo occupati ad esempio <a href=" target="_blank" rel="noopener">nell’estate 2015</a>). Il totale è corretto.<br></p><br><p><br> <img decoding="async" class="charts" id="graph_167" alt="graph" src="imagefly/chart_default/650/365/Costo della guerra in Afghanistan" data-id="167"><br></p><br><p><br> Alla fine del 2014, l’Italia aveva finanziato le operazioni in Afghanistan per 4,96 miliardi di euro, con oltre 400 milioni nel 2013 e nell’anno successivo. Con la fine della missione ISAF le cifre si sono ridotte: nel 2015 sono stati stanziati <a href=" target="_blank" rel="noopener">circa 185 milioni</a> e nel 2016 <a href=" target="_blank" rel="noopener">poco meno di 180 milioni</a>. Il totale per il 2001-2016 supera i 5,3 miliardi.<br></p><br><p><br> Gli stanziamenti avvengono con il cosiddetto “Decreto missioni”, periodicamente approvato dal Parlamento (l’ultimo è stato il <a href=" target="_blank" rel="noopener">decreto-legge n. 67 del 16 maggio 2016</a>).<br></p><br><p><br> <strong>Il verdetto</strong><br></p><br><p><br> Alessandro Di Battista dice che la guerra in Afghanistan è la più lunga dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il che non è del tutto corretto, perché ci sono conflitti a bassa intensità che proseguono da molto più a lungo. Ha invece ragione quando cita le vittime del conflitto, sia militari italiane che civili afghane, e i costi totali sostenuti finora dall’Italia. “C’eri quasi” per l’esponente del M5S.<br></p><br><p class="sharethefacts_microdata_embed" data-sharethefacts-uuid="0e7a61b5-b19f-4b45-91c4-ed0a46afbe40" style="width: 100%;height: 200px;padding: 10px 10px 30px 10px;margin-bottom: 50px;color: gray;font-style: italic;font-family: Helvetica, Arial, sans-serif"><br></p><br><div style="font-size: 12px"><br> Share the Facts<br> <p><br> 2017-05-05 18:02:13 UTC<br> </p><br> <p style="width: auto;margin: 20px 25px 20px 25px"><br> </p><br> <div><br> <div><br> <a href=" Politica</a> <img decoding="async" src=" alt="Pagella Politica"><br> </div><br> <p style="font-size: 14px;margin: 0px, 0px, 0px, 0px"><br> </p><br> <div><br> 4<br> <p><br> 1<br> </p><br> <p><br> 6<br> </p><br> <img decoding="async" src=" alt="Pagella Politica rating logo"> Pagella Politica Verdetto:<br> <p style="font-weight: bold"><br> C’eri quasi<br> </p><br> </div><br> <p style="margin: 20px 0px 10px 0px"><br> «La guerra in Afghanistan è la guerra più lunga dalla II guerra mondiale ad oggi. Sono morti militari italiani (oltre che decine di migliaia di civili afgani) e ci è costata oltre 5 miliardi di euro»<br> </p><br> <p style="font-size: 12px;margin: 10px 10px 20px 150px"><br> </p><br> <div><br> <div><br> <div><br> Alessandro Di Battista<br> <p><br> Deputato del Movimento 5 Stelle<br> </p><br> </div><br> <img decoding="async" src=" <p style="margin: 5px 0px 0px 14px"><br> Facebook status<br> </p><br> <p style="margin: 0px 0px 0px 14px"><br> venerdì 14 aprile 2017<br> </p><br> <p><br> 2017-04-14<br> </p><br> </div><br> </div><br> <p style="font-size: 12px;margin: 5px 0px 0px 0px;width: 400px"><br> <a href=" di più</a><br> </p><br> <div style="float: right"><br> <a href="#">info</a><br> </div><br> </div><br></div>