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<p><br> In un’intervista con il quotidiano <em>Repubblica</em>, Angelino Alfano ha evidenziato due dati particolarmente positivi per la sicurezza e il contrasto alla criminalità in Italia: quello degli omicidi e quello delle rapine. Vediamo se i numeri confermano.<br></p><br><p><br> <strong>I numeri</strong><br></p><br><p><br> I dati più aggiornati sui reati in Italia sono stati forniti dallo stesso Alfano il 22 dicembre, <span style="background-color: initial">nella </span><a href=" target="_blank" rel="noopener">conferenza di fine anno</a><span style="background-color: initial"> sull’attività del Ministero dell’Interno. Il ministro ha sottolineato, come già aveva fatto qualche giorno prima su <em>Repubblica</em>, il calo dei reati: in numeri assoluti, i </span><span style="background-color: initial">2.329.533 dello scorso anno rappresentano un calo del 10,2%; i 411 omicidi delineano una riduzione dell’</span><span style="background-color: initial">11,16% e le 30.989 rapine indicano che sono diminuite del 13,8%</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Nel grafico successivo mostriamo gli omicidi volontari consumati in Italia a partire dal 2006, secondo i dati </span><a href=" target="_blank" rel="noopener">registrati</a><span style="background-color: initial"> dall’Istat.</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><img decoding="async" class="charts" data-id="403" id="graph_403" src="imagefly/chart_default/650/365/Omicidi volontari in Italia, 2006-2014" alt="graph"><br><br> </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><em>* Il picco del 2013 è dovuto alla classificazione come omicidi volontari delle morti di </em></span><span style="background-color: initial"><em>366 naufraghi, avvenute il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa</em></span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">I numeri forniti dal ministro nel corso della conferenza – </span><a href=" target="_blank" rel="noopener">qui</a><span style="background-color: initial"> il video – non sono però riferiti a tutto il 2015. </span><span style="background-color: initial">Il calo dell’11,16% negli omicidi, infatti, non è calcolato rispetto a tutto il 2014, perché altrimenti la differenza tra i 411 del 2015 e i 475 dell’anno precedente sarebbe stato del 13,4%. </span><span style="background-color: initial">Non è stato precisato da Alfano quale sia il periodo di riferimento né quale sia lo scostamento atteso quando i numeri saranno consolidati (il ministero dell’Interno non ha risposto a una nostra richiesta di precisazioni via mail).</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Quale che sia il periodo di riferimento, è probabile che nel 2015 si sia registrato in effetti il “numero più basso di omicidi nella storia d’Italia”, perché già il 2014 aveva toccato un minimo storico, <a href=" target="_blank" rel="noopener">scendendo per la prima volta</a> sotto le 500 unità.</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><strong>Reati e rapine</strong></span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Anche per il numero assoluto dei reati possiamo notare una riduzione, come mostriamo nel grafico seguente. Come per gli omicidi, la riduzione del 10,2% menzionata nelle <em>slide</em> non si riferisce a un confronto tra tutto il 2014 e tutto il 2015, ma al non meglio precisato “periodo di riferimento”. È comunque interessante notare che i dati Istat mostrano una diminuzione solo a partire dal 2014, perché tra il 2010 e il 2013 c’era stato un aumento costante. </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><img decoding="async" class="charts" data-id="405" id="graph_405" src=" 2006-2014imagefly/chart_default/650/365/Delitti denunciati all’autorità giudiziaria, 2006-2014" alt="graph"><br><br> </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Alfano cita poi un calo dei “reati predatori come le rapine”. Anche per questa categoria di delitti vale quanto abbiamo detto a proposito dei numeri assoluti: è molto probabile che ci sia stato una riduzione nell’ultimo anno, come dice il ministro, ma l’inversione di tendenza è avvenuta solo a partire dal 2014 dopo diversi anni in cui si era registrato un aumento. Come nota il <em>Rapporto BES 2015</em> dell’Istat, negli anni della crisi c’è stato <a href=" target="_blank" rel="noopener">un costante aumento dei reati cosiddetti predatori</a>, come </span><span style="background-color: initial">furti in abitazione, scippi, borseggi e rapine. A partire dal 2014, i numeri si sono stabilizzati.</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><img decoding="async" class="charts" data-id="406" id="graph_406" src=" 2006-2014" alt="graph"><br><br> </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><strong>Il verdetto</strong></span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Alfano cita numeri del Ministero che presiede e naturalmente lo fa correttamente. Mentre per gli omicidi il calo è frutto di una tendenza di lungo periodo, per il numero assoluto dei reati e le rapine si conferma una diminuzione registrata per la prima volta nel 2014. Tuttavia non è chiaro quale sia il periodo di riferimento e per questa mancanza di trasparenza, tanto nella sua esposizione durante la conferenza stampa quanto nella documentazione che la accompagna, il verdetto è un “C’eri quasi”.</span><br></p>

