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<p><br> Una questione che non esce mai dall’agenda politica: l’immigrazione. In un momento in cui il tema torna forte anche negli Stati Uniti con <a href=" target="_blank" rel="noopener">i primi atti portati avanti dal neo-eletto presidente Trump</a>, scegliamo di stare in tema e occuparci di questa dichiarazione di Salvini, leader della Lega Nord, ospite di <em>Otto e Mezzo</em> la settimana scorsa.<br></p><br><p><br> <strong>Da dove arrivano i migranti?</strong><br></p><br><p><br> Questa domanda i nostri politici se la sono posta – e si sono dati risposta – diverse volte. Lo stesso Salvini aveva affermato, all’incirca un anno fa, che <a href=" target="_blank" rel="noopener">i nigeriani sono la seconda “etnia” richiedente asilo in Italia</a>. Come avevamo spiegato, i nigeriani – una nazionalità e non un’etnia – sono più precisamente i primi richiedenti asilo in Italia.<br></p><br><p><br> I dati Eurostat mostrano come il trend non sia cambiato negli ultimi due anni. Il grafico qui sotto rappresenta le nazioni extra-europee che, in diversi anni nel corso del periodo tra il 2008 e il 2016, sono state tra le “top 5” per richieste di asilo verso l’Italia. I dati tra il 2008 e il 2015 sono stati estratti dalla <a href=" target="_blank" rel="noopener">banca dati sull’immigrazione annuale di Eurostat</a>, mentre i<span style="background-color: initial"> </span><a href=" target="_blank" rel="noopener" style="background-color: initial">dati del 2016</a> sono provvisori: si tratta della somma delle rilevazioni mensili raccolta da Eurostat, a cui ancora si devono aggiungere i dati di dicembre 2016.<br></p><br><p><br> <a href=" target="_blank" rel="noopener"></a><br></p><br><p><br> <img decoding="async" class="charts" data-id="555" id="graph_555" src="imagefly/chart_default/650/365/Immigrazione in Italia - Prime 5 nazioni, dal 2008 al 2016" alt="graph"><br></p><br><p><br> Possiamo anche considerare la questione da un altro punto di vista: gli arrivi via mare sul territorio italiano come <a href=" target="_blank" rel="noopener">riportati dall’UNHCR</a>, l’agenzia ONU per i rifugiati. Anche in questo caso, per il 2016 i dati definitivi arrivano a novembre 2016. Come si può vedere dal grafico, la Nigeria rappresenta di nuovo la prima nazione di origine per coloro che arrivano in Italia, seguita da Eritrea, Guinea e Costa d’Avorio.<br></p><br><p><br> <img decoding="async" class="charts" data-id="558" id="graph_558" src="imagefly/chart_default/650/365/Sbarchi in Italia, Gennaio - Novembre 2016, Dati UNHCR" alt="graph"><br></p><br><p><br> Come già mostrava il grafico dei richiedenti asilo, il numero di arrivi dalla Nigeria è in crescita rispetto al 2015, quando la maggior parte degli arrivi in Italia proveniva invece dall’Eritrea. Quest’ultima rappresentava infatti il 25% del totale, rispetto alla Nigeria che pesava per un altro 14%. <span style="background-color: initial">La Siria, di cui spesso si sente parlare in relazione alla crisi dei rifugiati, rappresenta la maggior parte degli arrivi in Italia solamente nel 2014 (25%), mentre scende a 5% nel 2015 e all’1% nel 2016. L’anno scorso, infatti, </span><span style="background-color: initial">la maggior parte dei rifugiati provenienti dalla Siria è arrivata in Grecia (oltre 80 mila). </span><br></p><br><p><br> <strong style="background-color: initial">La Nigeria: economia e natalità</strong><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Ma quale è la situazione economica in Nigeria, a cui fa riferimento Salvini dicendo che è “estremamente ricca”? È vero che gli arrivi in Italia continuano a salire, nonostante il paese non se la passi male?</span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Ad un primo sguardo potrebbe apparire che Salvini non si stia sbagliando. Se consultiamo i dati della Banca Mondiale, la Nigeria occupa la </span><a href=" target="_blank" rel="noopener" style="background-color: initial">23esima posizione</a><span style="background-color: initial"> in termine di PIL assoluto, </span><a href=" target="_blank" rel="noopener" style="background-color: initial">poco piu di 480 mila</a><span style="background-color: initial"> miliardi di dollari nel 2015 – </span><a href=" target="_blank" rel="noopener">in decrescita dal 2014</a><span style="background-color: initial"> quando il PIL era pari a 568.500 miliardi. </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Ma la Nigeria è l’</span><a href=" style="background-color: initial" rel="noopener" target="_blank">ottava nazione al mondo per popolazione</a>, con 186 milioni di abitanti: poco più di un terzo dell’intera Unione Europea e tre volte la popolazione italiana. Il <a href=" target="_blank" rel="noopener">PIL pro capite nel 2014 ammonta, infatti, a soli 2.640 dollari pro capite</a><span style="background-color: initial"> (circa 2450 euro); pensiamo che il reddito pro capite in Italia è oltre dieci volte più grande, a circa 30.000 euro. </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Se compariamo il PIL pro capite a quello delle altre nazioni del mondo, la Nigeria </span><a href=" style="background-color: initial" rel="noopener" target="_blank">non si colloca nelle prime 120 posizioni</a>. <span style="background-color: initial">Ancora: i</span><span style="background-color: initial">n </span><a href=" target="_blank" rel="noopener" style="background-color: initial">Nigeria solamente il 1,9% della popolazione viene considerato nella fascia di reddito “media”</a><span style="background-color: initial"> , contro il 13% di media nel mondo. La fascia media include coloro che vivono con una cifra compresa tra 10 e 20 dollari al giorno. È bene tuttavia sottolineare come la Nigeria sia meglio posizionata rispetto a quasi tre quarti delle nazioni africane. Il reddito medio africano è infatti più basso di quello nigeriano, pari a circa 2.400 dollari*. </span><br></p><br><p><br> Per quanto riguarda <a href=" target="_blank" rel="noopener">il tasso di natalità, la Nigeria è la decima nazione al mondo</a> con una media di 5,7 figli per donna. Un numero decisamente alto rispetto ai paesi europei, ma in linea con le nazioni africane che, infatti, occupano le posizioni della parte più alta della classifica. Ma non si può parlare di natalità senza andare a vedere quale sia il tasso di mortalità infantile; in questa triste classifica la Nigeria occupa una posizione ancora più alta – ottava – <a href=" target="_blank" rel="noopener">con 69 bambini ogni 1000 nati vivi</a> – in Italia, si parla di 3 bambini ogni 1000.<br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><strong>Scappare da un paese “estremamente” ricco?</strong></span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Salvini ha ragione quando afferma che il primo paese che “esporta migranti” in Italia è la Nigeria; esagera invece quando la descrive come un paese estremamente ricco. </span><span style="background-color: initial">Se la Nigeria è la prima economia d’Africa per PIL totale e si classifica piuttosto bene tra le nazioni africane, questa rasenta le ultime posizioni se guardiamo al PIL pro capite. La quasi totalità della sua popolazione vive con meno di 10 dollari al giorno. Una descrizione ben diversa, insomma, da quella di un paese “estremamente” ricco. </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">Più corretta l’affermazione </span><span style="background-color: initial">sul tasso di natalità, che è in effetti tra i più alti al mondo, anche se a questo si accompagna un altissimo tasso di mortalità infantile. Quello che, tuttavia, è importante sottolineare e che Salvini </span><span style="background-color: initial">omette diversi dettagli quando descrive la situazione economica e sociale della Nigeria – </span><a href=" target="_blank" rel="noopener" style="background-color: initial">e non è la prima volta</a><span style="background-color: initial">. </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial">L’immigrazione dalla Nigeria è legata all’instabilità politica del paese: se guardiamo ai dati <a href=" target="_blank" rel="noopener">Global Peace Index</a> – un indice che misura il livello di pace nelle nazioni del mondo – la Nigeria è tra le nazioni più basse in classifica, subito sopra la Corea del Nord. Nel <a href=" target="_blank" rel="noopener">Terrorism Global Index</a> – che misura l’impatto del terrorismo – la Nigeria è addirittura al terzo posto al mondo, subito sotto Iraq e Afghanistan. </span><br></p><br><p><br> Insomma Salvini cita alcuni dati “positivi” sulla Nigeria per mostrare come l’immigrazione sia ingiustificata: in realtà le ragioni degli arrivi in Italia sono da cercarsi nella situazione sociopolitica del paese, che è tutt’altro che positiva. Per questo assegniamo un<span style="background-color: initial"> “Pinocchio andante”, su Pagella Politica niente “</span><a href=" target="_blank" rel="noopener" style="background-color: initial">fatti alternativi</a><span style="background-color: initial">“. </span><br></p><br><p><br> <span style="background-color: initial"><br><br> </span><br></p><br><p><br> PS: Per chi volesse altre informazioni sulla situazione socio-politica della Nigeria, suggeriamo queste <a href=" target="_blank" rel="noopener">dichiarazioni di Di Battista</a> (<a href=" target="_blank" rel="noopener">inclusa la famosa panzana su Nigeria, Boko Haram e Ebola</a>) e del <a href=" target="_blank" rel="noopener">primo ministro Gentiloni</a>.<br><br> <br><br> * Nota metodologica: il calcolo e’ stato effettuato <a href=" target="_blank" rel="noopener">qui</a> utilizzando i <a href=" target="_blank" rel="noopener">dati disponibili per il 2015 sul database della <em>World Bank</em></a> (non disponibili: Eritrea, Libia e Mauritania). La Nigeria sfiora il 3 quartile (75%) se si includono le tre nazioni più ricche: Mauritius, Seychelles e Guinea Equatoriale. Se si escludono, la Nigeria è inclusa nel 25% di nazioni con il reddito pro capite più alto. Il reddito medio è calcolato includendo tutte le 51 nazioni riportate.<br></p>